Laura Talamoni
FOCUSING - COMUNICAZIONE EMPATICA - COSTELLAZIONI FAMILIARI
METODI PER IL BENESSERE E LA CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE

Testimonianze

Ieri, dopo aver avuto una discussione accesa, stavo andando a letto ed ero troppo agitato per dormire
Ho usato il Focusing, ascoltando il corpo mi sentivo troppo caricato, la parola giusta era “Bollente”. Mi sono soffermato a sentire quello che sentivo, accogliendolo e dicendogli “Ciao” e dopo poco mi sono addormentato. Mi sono svegliato alla mattina stupito, in occasioni simili avrei passato la notte a rigirarmi e la tensione sarebbe aumentata fino ad arrivare alla mattina stanco e ancora più  caricato e pronto a litigare.
E' stato veramente utile.  
Giorgio
    
Sento meno paura dei cambiamenti
Da quando uso il Focusing sento meno paura dei cambiamenti, e dei disagi che possono causare. Ho sempre pensato di avere diritto ad avere un po' di tempo per me, per le cose che mi piacciono e mi fanno stare bene, ma poi facevo quello che mi chiedevano gli altri e rinunciavo,  io mi mettevo sempre all'ultimo posto. E vivevo questo conflitto, e non ero contenta. Adesso ho meno paura, se sento che qualcosa è veramente importante per me ora riesco a farla, anche se inizialmente attorno ci sono resistenze e commenti che tendono a fermarmi. E riesco a farla con più naturalezza, senza rabbia o irritazione perché sento che è profondamente giusta e so che non faccio del male a qualcuno se ogni tanto gli dico “No” e mi prendo cura di me, anzi.
Non ho più bisogno di litigare per affermare ciò che è importante per me, ho trovato una nuova  forza interna calma e determinata. E gli altri sentono questa determinazione e la rispettano. Ho messo a fuoco che ciò mi bloccava di più era la mia paura del giudizio e delle reazioni degli altri, più che i loro reali comportamenti.   
Mariagrazia

Il bisogno di avere attorno a me cose che mi richiamino le mie radici
Vivo in un paese straniero e con il Focusing ho messo a fuoco il bisogno di avere attorno a me cose che mi richiamino le mie radici, qualcuno che mi dica “Ciao” nella mia madrelingua. Il bisogno di circondarmi di cose che mi aiutino a ricordare chi sono nella mia interezza, sono sia la persona che vive in Italia con queste abitudini, linguaggio che la persona nata in un altro paese con altre abitudini, cibi, lingua. Ho bisogno di entrambi e di essere accettata nei due diverse forme che mi appartengono allo stesso tempo.     
Miriam

Voglio chiudere una relazione
Devo prendere una decisione, razionalmente è una cosa giusta. Voglio chiudere una relazione.  Mi soffoca.  Devo farlo, ma ho anche paura. Riconosco queste due parti di me, le accolgo. Ci sono entrambi. Sono così in contraddizione che faccio fatica a guardarle. C'è una parte di me che sente  questa fatica: Non riesco a guardarle, sono troppo contraddittorie. Accolgo anche questo. Una sensazione di peso si alleggerisce e affiora una gran tristezza. E' una situazione molto triste. Ecco cosa sento davvero, sono triste. Accolgo anche questa parte. Ed emerge una grande rabbia. Sento rabbia per cosa sta succedendo, mi sento costretto a scegliere tra due cose, per essere più libero devo rinunciare a una relazione, mentre vorrei mantenerla imparando però ad avere più spazio per me. Cosa potrebbe aiutarmi a mantenere questa relazione e allo stesso tempo ad avere più spazio per me? Ho bisogno di fare le cose con gioia, se le faccio con gioia e non per ripicca o vendetta, l'altra persona capirà, non saranno motivo di lite, soprattutto se le spiego la ragione e la rassicuro che non è un allontanamento che vuole escluderla. Ecco, ho bisogno di mettere a fuoco i miei bisogni e di spiegarle cosa sta succedendo in modo comprensibile che sia chiaro che non mi sto allontanando, anzi è il contrario, se non faccio questo finirò per allontanarmi.  
Roberto

Un giudice interno che mi dice “Non sai  fare”
Suonando la chitarra mi accorgo di avere il braccio pesante, come di piombo. Quando suono da solo mi ripeto continuamente “sto facendo male!” questo mi fa diventare il braccio pesante, non riesco a seguire un ritmo veloce, se suono con qualcuno vengo trascinato dal suo ritmo e suono meglio. Ho bisogno di suonare insieme ad un altro. Quando suono da solo mi giudico..
Questo giudice mi accompagna sempre, anche quando lavoro, alla fine non mi riconosco che ho  fatto  bene. Ora sento un peso al  petto. Ieri mi sono detto per la prima volta “è andata come  è andata” . Provo ad accogliere questa parte di me. Non non voglio accoglierla, non mi piace. C'è un'altra parte che si ribella. E c'è un giudice interno che mi dice “Non sai  fare” e risveglia una sensazione di pianto. E c'è una parte che si ribella  al giudice. Tra tutte queste la  parte che emerge è quella che si ribella.  Sente angoscia, sono come degli strappi, è  come procedere  a strappi con sforzo. C'è una gran rabbia e non comprensione. E' qualcosa di  grande che ho appena  toccato e che ha  bisogno di essere ascoltato. Sta  nel cuore, una sensazione di solitudine. Per ora le dico “Ciao, so che ci sei”. Sento che ho bisogno di tempo, per ora mi fermo  qui e le dico “Ciao  tornerò a parlare con te.”  
Alberto

Qualcosa che blocca la creatività
Ho una  strana sensazione nella testa,  una pressione, qualcosa che ha un centro e poi  c'è un movimento e preme verso l'esterno, gira attorno, ma  non gira su stesso, non sono cerchi, è come una spirale, qualcosa che si muove e  si allarga e arriva fino alla parete della testa. Ora la sensazione alla testa non c'è più ma c'è una pressione agli occhi dall'interno,  come se questa cosa volesse uscire  attraverso gli occhi. Gli occhi sono come due porte attraverso cui tutto questo movimento di idee vorrebbe uscire.
E' quello che sto vivendo, è un momento di  grande  ideazione, idee che evolvono, cambiano e si allargano come una  spirale e vorrebbero uscire e diventare visibili.
Ora l'occhio destro sta bene ma è rimasta la pressione nell'occhio sinistro. E'  più forte e preme alla  tempia. Non ho mai ricevuto un pugno  in un occhio ma deve essere qualcosa del genere, è un occhio pesto, chiuso, gonfio, dolorante, come se l'avessero picchiato.
Accolgo questa  informazione, una parte di me che si sente gonfia, chiusa, come se avesse preso un  sacco di botte, le dico “Ciao lo so che ci sei”, ed è veramente  così. C’è qualcosa che blocca la creatività, molte volte proponevo qualcosa e invece di essere ascoltata mi sentivo respinta e maltrattata. Nel corpo è  rimasta questa esperienza di paura e fatica che spesso tende a bloccarmi. E' come una  perdita di energia. Ho bisogno di riconoscerla e  prenderne cura e darle sostegno per avere più forza e continuare a  portare  a termine ciò che ho in  mente.  
Alessandra

Un forte dolore al collo
Sono in fila al supermercato, ho un forte dolore al collo, provo ad ascoltarlo mentre aspetto,  è un dolore acuto,  come un chiodo, … sta cambiando, ora  è più una  lastra che separa il collo dalle spalle, qualcosa che blocca, ma  non è duro, è come  gonfio, come se qualcosa non potesse scorrere e si ferma e ristagna. Più che ristagna è proprio gonfio, come una plastica gonfia d'acqua,  E' acqua che non scorre. Adesso il collo sta meglio, non mi fa più male, posso tenere la testa più diritta. Sono molto più comoda se tengo la testa diritta. Ecco cos'è! In ufficio, sto tutto il girono al computer e guardo in basso verso la tastiera e il collo è sotto sforzo. Posso ricordarmi di alzare la testa più spesso quando lavoro. Proverò a trovare una posizione più comoda, spostare la tastiera, cambiare sedia... muovermi,  posso sentire i segnali del corpo e riconoscerli prima di arrivare ad avere dolore.            
Rosanna

Oggi ho avuto un piccolo problema sul lavoro,
cosi' ho voluto sperimentare subito il Focusing e ti garantisco che ha funzionato. E’ stata una cosa  emozionantissima, mi si era bloccata un’apparecchiatura, dovevo finire un lavoro urgente, ero bloccato, ho sentito l’ansia che saliva, ho ascoltato il corpo e ho sentito le braccia e i pugni serrati, come se fossero di marmo, anzi come un’armatura medievale di ferro pesante, l’ho riconosciuto, l’ho accolto, ho detto "ciao, so che ci sei”, a quel peso, ti accetto e l'ansia mi e' passata subito, e ho sentito un formicolio alle braccia e nelle mani..
e poi ho continuato a lavorare più serenamente! E sono riuscito a superare il problema. fantastico.... davvero non ci credo!!!    
Renato

Sopportare è dannoso
Ho un peso al petto, in mezzo, e una sensazione che sale fino alla gola. Come una girandola che fa delle spirali e sale. E’ piacevole, ma è anche pesante. Come se fosse un grosso bulbo pesante da cui sale lo stelo di un fiore, leggero e luminoso.
Ora il peso è un po’ più in alto, più che un bulbo è come un grosso tozzo di pane, è la sensazione di quando si fa fatica a mandar giù un grosso boccone…E’ un grosso boccone, un malloppo che vuole salire. E’ pesante… ma ora è un po’ più liquido.
Ho la sensazione di volerlo tirar fuori e non di mandarlo giù. Tirarlo fuori…. Ecco cos’è! Sto imparando a tirar fuori, a dire le cose. Invece di mandarle giù e sopportare, sto imparando a riconoscerle ai primi segnali e ad esprimerle e comunicarle.
Ora il peso è più leggero. Mi rendo conto che ogni volta che sopporto poi accumulo e dopo un po’ esplodo e dico le cose in modo malevolo. Anche ieri. Ho sopportato tutto il pomeriggio ed ero consapevole del fastidio di stare con persone che gridano e poi alla fine l’ho detto in malo modo. Sopportare è dannoso. E’ come accumulare benzina e poi da qualche parte deve uscire e alla fine esplode. Ho bisogno di riconoscere il malessere e prendermene cura subito, così posso comunicarlo in modo empatico.
Ora so come si fa, ho bisogno di diventare più veloce nell’applicarlo.Ora sto bene. Il petto è libero e leggero.    
Marina

Nella vita ogni cosa ha aspetti diversi, mescolati, negativi e positivi.
Ho una sensazione di leggero peso attorno al seno sinistro verso l’interno, come qualcosa che lo circonda, leggero, come nuvole, come quando le nuvole circondano una montagna e la cima rimane fuori visibile. Ora la sensazione si concentra, è alle costole, in un punto, è più all’interno, nelle ossa. E’ un peso leggero, come il peso di un’arancia… sì è un’arancia, è bella, luminosa, buona profumata, nutriente, però ha anche un peso e forma come una piccola conca.
E’ bella, ha molte qualità positive e ha un peso allo stesso tempo.
Ecco è questo, mi accorgo sempre più di come certe persone di una cosa bella e positiva vedono  solo l’aspetto pesante, e si rattristano e sono depressi e vedono solo l’aspetto pesante… diventa come un vortice che ti tira giù. Altre vedono gli aspetti belli e si rallegrano e stanno bene e vedono gli aspetti belli, in questo caso il vortice li tira su.
E’ un bivio. Dove voglio stare dalla parte dell’arancia o dalla parte del peso? Nella vita ogni cosa ha aspetti diversi, mescolati, negativi e positivi.  E’ come vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, però per me questo esempio non era molto significativo… invece se mi chiedo se voglio stare con l’arancia o con il peso, sento che è molto più efficace per me.  
Laura

Un medico che aveva frequentato un corso di Focusing racconta:
«Una mia paziente,  giovane donna di 32 anni, ha una forte dermatite all'interno delle braccia, che dura da parecchio e non reagisce ad alcuna cura. Avendo appreso il Focusing decisi di provare ad utilizzarlo con lei.  La invito ad ascoltare le sensazioni alle braccia e a descriverle . Grazie all'ascolto corporeo  emergono via via delle informazioni chiarificatrici.  Dice: “Le zone interessate  "bruciano", poi "fanno male" e infine  "non posso toccare nulla". Quando le chiedo  "cosa sente quando sente di non poter toccare nulla?" emerge "dolore", "separazione".  Quando la invito a chiedersi  se ci fosse stata una  “separazione” nella sua vita, risponde di NO, nessun parente, nessun amico/a,  nessuno, proprio nessuno…  …. E poi mi guarda sbalordita e scoppia a piangere. Dice “Sì c’è stata una separazione!”. Mi  racconta che qualche mese prima è morto il suo cavallo, per lei molto importante, non poteva più abbracciarlo.  E  che lei non aveva potuto riconoscere e accogliere tutto il dolore a causa del giudizio delle persone attorno che le dicevano "Smettila! Non si può soffrire così tanto per un animale", che aveva bloccato la risoluzione di un processo di lutto, impedendone la trasformazione. Riconosciuto questo, nel giro di pochi giorni, la sua pelle ritorna normale».